Chiesa Regina Paradisi
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Chiesa Regina Paradisi

Fonte: Google Maps

di Chiara Scaramella

Sulle pendici della collina dei Camaldoli, nel quartiere Chiaiano, precisamente in Piazza Guantai, sorge la chiesa ottocentesca di Regina Paradisi.

Questa fu edificata nel 1877 e proclamata parrocchia solo nel 1926, per mano dal sacerdote Gennaro Longobardi. La chiesa, però, versò in condizioni pessime per diversi anni, a causa delle guerre e dell’incuria: fu, infatti, solo nel 1991 che venne riaperta al culto grazie ai lavori dei restauri resi possibili dalle generose offerte dei fedeli. La chiesa fa parte di un’unità pastorale che comprende anche la Parrocchia Immacolata di Nazareth ed, insieme, queste costituiscono la Comunità Parrocchiale dei Camaldoli.

La struttura

A livello architettonico questa chiesa è molto simile a quella di Santa Maria di Costantinopoli, che si trova in via Mariano Semmola. La parrocchia è formata da una singola navata, lunga più o meno venti metri e larga 8, alla cui fine troviamo un’abside sormontato da una cupola sotto la quale si trova il trono della madonna, impreziosito da splendidi marmi pregiati. Rispettivamente a destra e a sinistra della mensa, troviamo due nicchie nelle quali sono alloggiate due statue con la testa realizzata in legno, le quali raffigurano una l’Addolorata e l’altra l’Immacolata. Ai lati della navata troviamo due cappelle: entrambe hanno al centro un altarino di marmi policromi intarsiati, solo che in quella di destra, sull’altare, troviamo la statua lignea di sant’Antonio da Padova, al quale è, appunto, dedicata la cappella, mentre in quella di sinistra, intitolata al Sacro Cuore di Gesù, troviamo esposta sull’altarino proprio questa icona. L’area del presbiterio è delineata da un gruppo di colonnine realizzate in marmi pregati e alla sua sinistra si apre la zona della sacrestia, nella quale si staglia il ritratto ad olio di Luigi Marino, il primo parroco della chiesa. Il soffitto al suo interno presenta una volta stuccata in color grigio simil-piperino, arricchita da fregi di color giallo antico, specie nella zona centrale, dove deliziose riquadrature la dividono. Per quanto riguarda, invece, le pareti laterali, queste sono scandite da un rilievo di colonne di stile Dorico.

Il quadro miracoloso

Si racconta che, nel 1877, il popolo camaldolese diede al parroco Di Marino il quadro della Vergine Maria Santissima realizzato dal pittore Spanò; successivamente questa Madonna venne eletta patrona del villaggio, tanto che la chiesa a lei dedicata venne progettata in base a dove sarebbero stati posizionati l’effige ed il trono che l’avrebbe accolta e protetta. Il quadro rappresenta una bella immagine di Maria Santissima con il Bambino sulle ginocchia, assistita da un Santo ignoto. Questa effige è la riproduzione di un affresco che venne miracolosamente ritrovato tra alcune macerie a Sieti in provincia di Salerno, al quale vennero attribuite molte proprietà protettrici. Di questo quadro, inoltre, si ricorda un episodio miracoloso: una lacrimazione sanguigna della Madonna, le cui  lacrime vengono conservate  in una chiesetta a Sieti.

Ai tempi odierni la chiesa Regina Paradisi è la sede delle attività religiose della Collina dei Camaldoli ma, ancora oggi, è molto forte la devozione Mariana, che si esprime fortemente soprattutto nelle feste patronali di Regina Paradisi, il 22 Agosto, e dell’Immacolata di Nazareth, l’8 Dicembre.

Sebbene questa chiesa non sia grande ed imponente come tante altre disseminate per Napoli, sicuramente merita una visita, sia per la sua storia, legata a quella di Sieti, che per l’ubicazione, che consente di ammirare tutta la Collina dei Camaldoli.

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