Vascitour, un progetto made in Naples

Vascitour, un progetto made in Naples

Cappella Palatina a Palazzo Reale
6 Marzo 2018
Una giornata a Capri
10 Marzo 2018

Vascitour, un progetto made in Naples

Fonte: napolituristica

di Silvia Semonella

Vascitour”, mai sentito parlare di questa iniziativa?

Ebbene, se siete turisti oppure napoletani, con immensa voglia di scoprire o riscoprire la città partenopea, questa piattaforma è ciò che fa per voi!

Cos’è “Vascitour”?

“Vascitour” permette di non accontentarsi della solita vacanza a Napoli ma favorisce un turismo innovativo: connette con gli abitanti locali e propone un modo completamente nuovo di vivere la città.

Come accompagnatore, nel tour, c’è il “FrataMMè”, un amico che renderà la vacanza coinvolgente, emozionante ed esaltante, passando per social eating, pranzi o brunch con le signore “chef vasciaiole“, pernottamento nei “bassi” e visite guidate nei luoghi non contemplati dai classici itinerari turistici.

L’idea è nata nel Contamination Lab della Federico II e l’ideatore è Achille Centro, 47 anni. L’ha condivisa con altri tre colleghi che costituiscono il team della Cooperativa start up: Anna Bottone, Marianna Di Fiore e Ilaria Delli Colli, di cui le ultime due si occupano della comunicazione visiva. Con “Vascitour” hanno partecipato e vinto il primo premio CoopStartUp della Lega delle Cooperative, di 10mila euro, prevalendo su 300 progetti.

L’idea di base dell’iniziativa è rendere la Napoli dei “bassi” protagonista del turismo e, come spiega  Anna, questi “vasci” sono stati scelti andando di persona nei luoghi, entrando in contatto con i loro abitanti, toccando con mano le trasformazioni sociali.

Il primo pacchetto costa 67 euro a persona, compresi l’entrata nei musei, ticket autobus e il Frateame. In questi percorsi capita che si uniscano artigiani locali che conoscono storie incredibili, tipo Massimo, un restauratore autodidatta che, spontaneamente, è intervenuto con un gruppo dei danesi ed ha raccontato la storia del Cristo ligneo dei Quartieri Spagnoli.

I tour proposti sono molti e tutti davvero interessanti, ognuno abbinato a dei numeri della smorfia.

I tour

Il tour “Quartieri Spagnoli, O’ ‘nciucio” parte dal ciù-ciù, che è il suono tipico del chiacchiericcio, passa per i Quartieri Spagnoli, appunto, per scoprire la doppia anima dei napoletani, divisa tra sacro e profano, e continua alla scoperta di Via Lungo Gelso, la strada della prostituzione, curiosando tra l’arte nascosta e altari votivi. L’obbiettivo di questa visita guidata è quello di consegnare ai viaggiatori gli strumenti adatti per conoscere, capire e interpretare lo stile di vita del posto. I numeri della smorfia abbinati a questo tour sono: 80 “‘a vucchella“, 66 “‘e doje zite“, 8 “‘a Maronna” e 49 “‘o piezz e carn’“.

Il tour “Centro Storico, ‘O cunvent’ de’ 33”, invece, parte dal Decumano superiore di Napoli che, pur essendo una delle principali arterie del centro storico, è la strada meno visitata dai turisti. Oltre alle mura greco-romane, al teatro e alle chiese, di grande importanza e pregio è il Complesso degli Incurabili, che rientra proprio in questo tour che comprende: visita alla Farmacia Storica, passeggiata per il Decumano superiore alla ricerca di tracce storiche e di riferimenti antropologici e visita alla chiesa di San Giovanni a Carbonara. I  numeri della smorfia napoletana abbinati a questo tour sono: 37 “‘o monaco” e 40 “‘a paposcia“.

Il tour “69 Sotto e ‘ncoppa! – Rione Sanità e Castel Sant’Elmo” propone una visita della città dall’alto verso il basso, dalla Pedamentina di San Martino, fino ad entrare nel ventre di Napoli dalle catacombe di San Gennaro, passando per il Rione Sanità.

Il tour “Centro Storico, Faccia ‘nngialluta” si svolge nel cuore del centro storico con partenza dal Duomo e dalla cappella di San Gennaro, appunto “faccia ‘nngialluta”, dal soprannome datogli dal popolo napoletano. Un appellativo antico, che risale probabilmente al 1656 quando la peste colpì Pozzuoli e i fedeli, speranzosi nel miracolo, portarono il busto del santo in processione. Durante quest’evento, sul collo del Santo apparve una macchia giallastra che diventò grande come un’arancia, assumendo la forma del bubbone pestilenziale. All’improvviso questa “bolla” si ruppe, lasciando sul collo del santo solo la macchia. La tradizione popolare racconta che San Gennaro, in questo modo, aveva preso su di sé la peste liberando il popolo dall’infausta fine.

Si parte, si diceva, dal Duomo, dalla cappella e dalla Basilica di Santa Restituta, si prosegue in San Gregorio Armeno (la strada dei presepi) e si conclude con la visita alle chiese di San Domenico Maggiore, Santa Chiara e del Gesù Nuovo.

Tantissimi altri sono gli itinerari disponibili, tra cui quello “Fuori le mura, Il ventre di Napoli“, con visite alla Duchesca e Porta Nolana, alla ruota degli esposti e alla Chiesa del Carmine con Piazza Mercato, e due tour interamente dedicati alle metropolitane Toledo, Museo, Dante, Garibaldi e Università, Mater Dei, Salvator Rosa, Vanvitelli e Quattro Giornate.

Per scoprire tutte le visite disponibili, i prezzi, gli orari e come prenotare, basta consultare il sito ufficiale di “Vascitour”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: