La chiesa di Sant’Eligio dei Chiavettieri | LoveNaples
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La chiesa di Sant’Eligio dei Chiavettieri

Fonte: wikipedia

di Silvia Semonella

Tra le tante chiese di Napoli, ne esiste una dal nome a dir poco curioso: quella di Sant’Eligio ai Chiavettieri (già chiesa di Santa Maria ad Ercole).

Si tratta di una chiesa monumentale, conosciuta anche come chiesa del Salvatorello per esser stata sede, fin dal 1624, dell’Arciconfraternita dei SS Salvatore e Mater Dei,  ubicata tra via Cesare Sersale e vicoletto Chiavettieri al Pendino.

Storia

L’edificio è chiuso al culto da diversi decenni e, riguardo il suo nome originario, esistono due scuole di pensiero: la prima vuole che derivi dal fatto che la chiesa sorse sui resti di un antico tempio dedicato ad Ercole di epoca romana; la seconda, invece, vuole che sia stata fondata, nel 1420, dalla famiglia D’Ercole, molto potente durante il periodo normanno-svevo.

È detta “dei Chiavettieri” perché, in questa, zona si insediarono, subito dopo gli arrotini di coltelli e di spade, anche i doppiatori di chiavi.

Alla fine del XV secolo venne affidata alla Corporazione degli Spadari e, poi, alla Confraternita dei Chiavettieri che la restaurò, dedicandola a Sant’Eligio. Successivamente, nel 1624, divenne la sede della della Congregazione del Salvatore e di Santa Maria Materdei, che modificò nuovamente la chiesa secondo il gusto del tempo.

L’ultimo restauro risale al 1913, quando venne inglobata in una palazzina in stile liberty.

Struttura

L’interno, con decorazioni barocche, presenta un’unica navata con due cappelle laterali per lato e una cupola che s’innalza nella zona del presbiterio. All’esterno, invece, gli elementi più interessanti sono la statua del Redentore, sulla facciata, e un piccolo campanile.

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