La cappella della Carità di Dio a Materdei | LoveNaples
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La cappella della Carità di Dio a Materdei

Fonte: Google Earth

di Silvia Semonella

Materdei è un rione di Napoli situato a metà tra la parte alta della città e la collina dei Camaldoli.

Il toponimo deriva dalla chiesa ivi ospitata, di origine rinascimentale, di Santa Maria di Materdei.

La zona più a valle, che termina con via Santa Teresa degli Scalzi, è più antica, mentre la porzione a monte è stata edificata prevalentemente dopo il secondo conflitto mondiale con pregevoli edifici e parchi che si ispirano allo stile liberty tipico dell’edilizia di Napoli della prima metà del Novecento. Stranamente, la parte vecchia del rione appartiene al quartiere Stella mentre quella più moderna al quartiere Avvocata.

Materdei è diventato molto famoso grazie al film “L’oro di Napoli”, con protagonista Sophia Loren nei panni di una pizzaiola: durante la famosa scena della “passeggiata”, si ritrova in via Materdei e in via Sant’Agostino degli Scalzi, dove la chiesa omonima appare immortalata in tutto il suo splendore pre-terremoto.

La cappella della Carità di Dio

Proprio nel quartiere Materdei, si trova la cappella della Carità di Dio, situata in Vico Paradiso alla salute.

Molte informazioni riguardanti questo luogo di culto provengono da alcuni scritti di Gino Doria, giornalista napoletano che collaborò con diversi quotidiani, tra cui “il Giorno” di Matilde Serao, oltre a scrivere numerosi racconti, saggi di storia, aneddotica e, appunto, di arte e toponomastica napoletana; curò, inoltre, la pubblicazione di biografie e documenti inediti su Giuseppe e Anita Garibaldi, Camillo Benso di Cavour e Gioacchino Murat, nonchè su Vittorio Imbriani, Benedetto Croce e Carmine Crocco. Fu anche direttore del Museo di San Martino e appassionato conoscitore di storia napoletana.

Secondo i suoi scritti, dicevamo, la cappella della Carità di Dio fu fondata agli inizi del XVII secolo, come voto da parte di un abitante del luogo: il capitano D. Andrea d’Aragona. Negli anni e nei secoli successivi, però, venne rimaneggiata diverse volte. Anche il locale della cripta sottostante risulta settecentesco, con un meraviglioso pavimento maiolicato.

La navata è sopraelevata alla strada e diretta lungo il suo perimetro mentre, nell’ipogeo, le ornie in pietra delle finestre della cripta sono caratterizzate da teschi.

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