Worldz: la startup napoletana che promette di rivoluzionare l'esperienza social | LoveNaples

Worldz: la startup napoletana che promette di rivoluzionare l’esperienza social (VIDEO)

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Worldz: la startup napoletana che promette di rivoluzionare l’esperienza social (VIDEO)

di Simona Vitagliano

No, non siamo all’interno di un episodio della distopica serie Tv “Black Mirror“, dove ciò che si propone come una rivoluzione tecnologica si trasforma nel nemico numero uno dell’umanità, nè stiamo per addentrarci in una delle tante bufale mediatiche che invadono il web.

Quello che promette Worldz è davvero un modo nuovo di vivere i social, garantendo un guadagno (o meglio, un risparmio) semplicemente basato sulla popolarità degli utenti: tutti potranno accedere al programma e risparmiare sugli acquisti consumati online (e non solo, per quelli fisici sono previsti dei coupon), soltanto grazie al fatto di possedere un account Facebook.

Ma non è tutto.

Il concetto di Worldz è racchiuso in una startup tutta napoletana ideata da Joshua Priore, classe ’91, ex militare dell’aeronautica, mandata avanti in coppia con il co-founder Gianluca Varriale, attraverso finanziamenti importanti e crowdfunding.

Abbiamo intervistato proprio il CEO, che si è conquistato anche un posto nella classifica di Forbes Italia Under 30, per capirne di più.

Ciao Joshua, ci dai una definizione di Worldz?

Worldz è un software per siti web ed e-commerce che riesce ad ottimizzare il traffico del sito cliente, trasformando visitatori ed acquirenti in brand advisor. Sostanzialmente, una serie di algoritmi comprende l’intenzione di abbandono o l’incertezza nell’acquisto da parte degli utenti e comunica con questi, fornendo uno sconto personalizzato in cambio di una condivisione.
Qui un video esplicativo di come funziona l’ingaggio del software online:

Qui, invece, mostriamo come funziona, nel dettaglio, la social sharing:

Come funziona, esattamente?

L’algoritmo proprietario di Worldz comprende la popolarità degli utenti di Facebook e le fornisce un valore economico dinamico che può essere speso come sconto direttamente sullo store, oppure sotto forma di coupon per i negozi fisici.

Da dove è nata l’idea?

Worldz nasce da un’intuizione dopo la mia esperienza in accademia aeronautica. Non avendo accesso al cellulare durante quel periodo (era il 2012) non stavo vivendo il boom del social network e di Facebook in Italia. Quando sono rientrato dall’accademia, ho notato che i miei coetanei erano del tutto coinvolti in quest’attività che non forniva nulla di tangibile in cambio e ho riflettuto sul fatto che qualcuno avrebbe dovuto pensarci. E così l’ho fatto io.

Quali sono state, sino ad ora, le evoluzioni del progetto?

Worldz è nata, inizialmente, come app per smartphone. Doveva avere un proprio social network ed essere geolocalizzata. Utilizzavamo i Beacon (proximity marketing, n.d.r.). Intanto che sviluppavamo il software, però, ci siamo accorti che i fondi non sarebbero bastati e, durante un pranzo con la mia compagna, è nata l’intuizione di sviluppare tutto online con gli e-commerce. Abbiamo lanciato diverse volte una versione di Worldz per siti web, ma ci siamo sempre accorti che mancava qualcosa, ovvero la possibilità di guidare gli utenti dello store attraverso una UX (User Experience) coerente con la nostra mission. Da qui sono nati gli Overlay Comportamentali, la leads generation e la marketing automation.

Esistono dei competitor?

Competitor diretti no. Esistono delle aziende che producono website booster (ovvero software che ottimizzano il traffico del sito) ma nessuna che trasformi i clienti in ambassador.

Come vedi il futuro? Dove sarete, tu e Worldz, tra 10 anni?

Bella domanda e alla quale non ti saprei dare una risposta con i piedi per terra. In un paio di anni vedo la mia società oramai cresciuta e matura nel mercato. In 10, forse, Worldz sarà uno strumento di omnicanalità completo che unirà realtà aumentata, blockchain e social sharing.

Cosa consiglieresti ad un giovane imprenditore napoletano che vuole fare start up e raggiungere importanti (anche potenziali) investitori?

Di ascoltare chi ha fatto più strada di lui.
Che condividere la propria idea è necessario per non chiudersi ed imparare. Il primo passo è sapere come si fa un business plan e avere una vera conoscenza del mercato in cui si vuole fare innovazione. Se si intercetta un vero bisogno, allora è un buon inizio al quale bisognerà collegare gli altri pezzi. Dopo, costruisci un team e, con questo team, il prodotto.

A cosa hai dovuto rinunciare, per Worldz, e per cosa, invece, devi ringraziarlo?

Mah, ho rinunciato ad alcune offerte di lavoro (alcune delle quali mi avrebbero permesso di guadagnare più di quanto non guadagni ora, forse) ma per il resto devo solo ringraziarlo.

Cos’è, per te, Worldz?

Worldz per me è uno strumento che ha le potenzialità per cambiare alcuni fondamenti dell’economia moderna. È la “mia” creatura e, pian piano che cresce, sono orgoglioso di poterla condividere con i miei soci e i nostri collaboratori.

 

Insomma, attraverso questo progetto tutti possono diventare influencer “homemade”, avendo la possibilità di ricevere sconti, commisurati al proprio grado di popolarità social, semplicemente condividendo su Facebook il link ai propri acquisti: una sorta di passaparola dell’era moderna, fatto alla maniera di sempre (in fondo, tutti condividiamo con amici e parenti i nostri feedback su acquisti recenti, ma nessuno ci remunera per farlo!), che è in grado di diventare un prezioso salvadanaio (il Worldz Wallet).

Dal canto suo, lo staff di Worldz si occupa di curare l’algoritmo che valuta la popolarità degli utenti Facebook  e la parte burocratica, avviando partnership con gli e-commerce e fornendo loro il plugin da installare sulle proprie piattaforme.

Troppo bello per essere vero?

No, è Worldz – Share more, pay less!

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