Palazzo Vicereale: la residenza reale dimenticata | LoveNaples
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Palazzo Vicereale: la residenza reale dimenticata

Fonte: Wikipedia

di Alessia Giannino

Il Palazzo Vicereale di Napoli è anche conosciuto come Palazzo Vecchio.

Si trovava in Piazza Trieste e Trento, obliquamente tra il Palazzo Reale e il teatro San Carlo. Fu costruito nel 1543 e abbattuto nel 1837, aveva una facciata modesta e due torri angolari. Al suo interno c’era una cappella, il cui portale in legno intagliato ancora oggi esiste, presentandosi come porta d’ingresso della cappella del Palazzo Reale.

Storia

Con la caduta degli Aragonesi, nel 1503 il Regno di Napoli fu conquistato dalla Spagna, la cui dominazione durò circa due secoli. Seppure questo sia stato definito un periodo cupo, la città all’epoca era una delle più grandi ed importanti d’Europa e, per questo motivo, conservò un vivace fermento culturale ed artistico. In quel periodo era governata dai vicerè e, sotto il governo di Pedro Álvarez de Toledo y Zúñiga, furono realizzati i Quartieri Spagnoli e venne fatto costruire, appunto, il Palazzo Vicereale.

Il vicerè scelse la fine di Via Toledo come ubicazione della sua residenza, la cui costruzione fu iniziata a partire dal 1543 su disegno degli architetti Ferdinando Manlio e Giovanni Banincasa. Oltre che per lo splendido Palazzo, nel 1540 iniziarono anche i lavori per la realizzazione di un giardino, ornato con piante e animali esotici e le cui decorazioni furono affidate a Giovanni Tommaso Villani. Con la morte di Pedro Álvarez de Toledo y Zúñiga, il successore, Fernando Ruiz de Castro, nel 1600 decise di costruire un nuovo Palazzo Reale, affidando il progetto all’architetto Domenico Fontana. Questo sorse a ridosso del Palazzo Vicereale, del quale fu abbattuta una torre, sfruttando, per la sua costruzione, anche il suolo occupato dai giardini.

Nel 1734 Napoli divenne di nuovo capitale di un regno autonomo sotto i Borbone. Ferdinando II, re delle Due Sicilie, face ampliare il Palazzo Reale e quello che era il Palazzo Vicereale fu definitivamente abbattuto, trasferendo nella “nuova” residenza tutte le sue opere d’arte.

 

 

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