Il Duomo di Amalfi: perla del Mediterraneo | LoveNaples
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Il Duomo di Amalfi: perla del Mediterraneo

Fonte: amalfiboats

di Chiara Scaramella

Simbolo ed attrazione di Amalfi, perla della costiera omonima, è sicuramente lo splendido Duomo che troneggia nel centro della città, precisamente, appunto, in piazza del Duomo.

La storia del principale luogo di culto amalfitano risale a molto tempo fa ed il progetto originale della cattedrale si è trasformato completamente nel corso dei secoli, assorbendo man mano vari stili, dal romanico fino al roccocò. La chiesa che vediamo oggi nel cuore di Amalfi è il frutto dell’accorpamento, avvenuto intorno al 1176, di due chiese e fu edificata in quel preciso punto sia per la centralità che per la difendibilità del luogo.

Le due chiese originarie

La  più antica delle due chiesette originarie, chiamata Chiesa del Crocifisso, risale al IX secolo e fu costruita sui resti di un’antica chiesa paleocristiana del VI secolo. La seconda, invece, venne costruita in stile romanico accanto all’altra per volere del Duca Mansone I, attorno al 987, e venne intitolata a Sant’Andrea apostolo. L’unione dei due edifici, entrambi a tre navate, portò alla formazione di un’unica grande cattedrale a sei navate, una delle quali, però, venne eliminata intorno al 1266 per favorire la costruzione dello splendido chiostro del Paradiso. Dopo che l’edificio fu arricchito con notevoli decorazioni barocche, nel periodo della controriforma le due chiese si separarono nuovamente, provocando la riduzione della navata destra che prima fungeva da punto di congiunzione.

Struttura

La facciata della cattedrale domina la piazza dalla sommità di uno scalone monumentale e, già al primo sguardo, si può notare la differenza tra gli stili delle due chiese: la più antica appare spoglia e priva di elementi decorativi, mentre la seconda è un continuo susseguirsi di archi di stampo moresco e decorazioni bizantine. Si possono osservare i resti del frontone della chiesa paleocristiana tra la chiesa di neoformazione e l’antico campanile. Quest’ultimo, così come tutto l’edificio, dimostra la stratificazione storica e culturale avvenuta in quest’area. Infatti, è costituito da due parti: il corpo principale, realizzato nel XII secolo, decorato con colonne angolari e finestre bifore e trifore (rispettivamente al secondo e terzo piano), e la parte superiore, costruita nel 1276, formata da un nucleo centrale contornato da torrette angolari realizzato in maioliche gialle e verdi, che evidenziano l’influenza moresca sull’edificio.

La facciata della chiesa romanica è stata realizzata da Errico Alvino nel XIX secolo, in seguito al crollo della facciata originale, e si presenta in stile neogotico con, sulla sommità, uno splendido mosaico in stile bizantino che rappresenta il Cristo dell’apocalisse, affiancato dai dodici apostoli, ed i simboli dei quattro Evangelisti. L’ingresso è preceduto da un corridoio, scandito da archi e colonne, che collega i due edifici sacri ed il chiostro del Paradiso. L’accesso alla struttura è possibile per mezzo di un portale, che si trova al centro della facciata, al disopra del quale c’è una lunetta contenente un affresco di Morelli. Chiaramente di stile bizantino, proviene da Costantinopoli: fu portato ad Amalfi come dono di un patrizio amalfitano.

Varcando l’ingresso della cattedrale è impossibile non rimanere estasiati dalla pienezza e dalla magnificenza delle decorazioni in stile barocco. Gli interni sono organizzati su pianta a croce latina, con transetto ed abside, divisa in tre navate separate le une dalle altre grazie a due file di pilastri decorati da marmi commessi. Il soffitto è cassettonato ed abbellito con tipiche decorazioni barocche in oro. Lungo la navata centrale l’occhio dell’osservatore, sebbene sia “distratto” dalle splendide forme e decorazioni che caratterizzano tutta la chiesa, non può che focalizzarsi sull’altare maggiore, anch’esso in stile barocco, sovrastato da una meravigliosa tela raffigurante il martirio di Sant’Andrea e fiancheggiato (sul lato destro) da uno splendido crocifisso ligneo del XIII secolo. Nella navata sinistra sono conservate la statue reliquiarie del patrono, dell’addolorata e del Cristo morto, mentre la reliquia di Sant’Andrea si trova nella Cappella della Riconciliazione, in fondo alla navata.

Dalla basilica si può accedere alla cripta. Questa fu costruita intorno al 1203 per volontà del cardinale Pietro Capuano che voleva edificare un luogo dove conservare il corpo di Sant’Andrea, trasportato da Costantinopoli in seguito alla IV crociata. La cripta è costruita con un susseguirsi di volte a crociera, le quali, assieme alle pareti, furono affrescate, nel corso del XVII secolo, da artisti napoletani con le immagini raffiguranti scene della vita del Cristo. Uno degli affreschi presenti, realizzato per mano del celebre Aniello Falcone, rappresenta l’arrivo del corpo di Sant’Andrea nella cattedrale: questo è, in effetti, ancora conservato tra le mura della cripta e si trova tumulato nella tomba al centro della stanza. Dal 1304, inoltre, in svariate festività religiose, la tomba del santo è anche protagonista del famoso miracolo della manna, il quale consiste nelle secrezione di un liquido oleoso dalle sue superfici.

Il Chiostro del Paradiso

Luogo imperdibile durante una visita al complesso del Duomo di Amalfi è, sicuramente, il Chiostro del Paradiso, collegato alla cattedrale e ingresso per il Museo Diocesano di Amalfi. Il complesso architettonico è formato da un quadriportico che affaccia su di un giardinetto.

Il portico è coperto da volte a crociera, mentre esternamente si aprono archi a sesto acuto intrecciati, tipicamente moreschi, che scaricano il loro peso su sottili coppie di colonnine. La struttura venne costruita nel 1268 dall’arcivescovo Filippo Augustariccio come luogo di sepoltura destinato alla nobiltà amalfitana; lungo le pareti sono, infatti, presenti numerose cappelle dedicate a famiglie e personaggi dell’aristocrazia. Tra queste, una delle più belle è sicuramente la Cappella della Crocifissione, la quale ospita uno spettacolare affresco di scuola giottesca raffigurante proprio l’episodio della crocifissione. Lungo il colonnato, addossati alle pareti, sono poi conservati diversi reperti: tra i più importanti ricordiamo un sarcofago di origine greca, decorato con il ratto di Proserpina, datato IV secolo avanti cristo, probabilmente portato nel duomo dalla non lontana città di Paestum.

Tanti altri reperti ed opere d’arte che si trovavano nel chiostro sono stati trasferiti tra le mura dell’attigua Basilica del Crocifisso. Quest’ultima è la parte più antica del complesso del Duomo di Amalfi ed ospita, oggi, il cuore del museo Diocesano. Gli interni, organizzati in tre navate, si presentano spogli, scelta stilistica derivante da un restauro che ha preferito, eliminando tutti i decori barocchi e roccocò che erano stati apportati, riportare alla luce l’antica struttura romanica.

La cattedrale è dunque più di un semplice luogo di culto: simboleggia come un edificio così antico abbia, nel tempo, assorbito gli stili e le tendenze di varie epoche storiche ed artistiche. Ed è, quindi, sia per la sua magnificenza che per tutta la storia che rappresenta, una tappa obbligatoria per chiunque visiti la città di Amalfi.

Info

ORARI - Marzo-Giugno: 9-18.45; Luglio-Settembre: 9-19.45;

Novembre-Febbraio: mattina 10-13, pomeriggio 14.30-16.30

BIGLIETTI: 3 euro per accedere a Chiesa, Museo e Chiostro del Paradiso.

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