L'antico complesso di San Tommaso d’Aquino | LoveNaples

L’antico complesso di San Tommaso d’Aquino

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L’antico complesso di San Tommaso d’Aquino

Fonti: vitaefratum e Google Maps

di Alessia Giannino

Il complesso di San Tommaso D’Aquino era ubicato tra via Marina e via Toledo, laddove oggi si trovano i palazzi dell’Intendenza di Finanza e della Banca Nazionale del Lavoro.

La storia

Francesco d’Avalos d’Aquino, marchese di Vasto e Pescara, alla sua morte lasciò un testamento nel quale manifestava il desiderio di costruire una chiesa da dedicare a Santa Maria della Fede, all’interno della quale ci fosse un altare dedicato a San Tommaso d’Aquino, illustre membro della sua famiglia. Il suo desiderio, però, fu ignorato per molti anni; solo nel 1534 Laura Sanseverino fece costruire un monastero femminile su alcuni territori donati dal marito Alfonso d’Avalos, cugino di Francesco. La chiesa fu fatta costruire qualche anno dopo, nel 1537, grazie a Ferrante d’Avalos, figlio di Alfonso, che completò anche il monastero iniziato dal genitori nel quale si insediarono i frati domenicani.

La chiesa di San Tommaso d’Aquino, quindi, si trovava tra Castel Nuovo e Via Medina. Nel 1620 la struttura fu modificata per opera di Niccolò Vaccaro e Fra’ Giuseppe Nuvolo, i quali decisero di aggiungere anche un chiostro e, molto probabilmente, una cupola. Qualche decennio più tardi, durante l’epidemia di peste, ci fu un violento temporale che provocò ingenti danni al convento: indebolì, infatti, le fondamenta della struttura a causa dei blocchi ai canali fognari, dove erano gettati i cadaveri. Il chiostro andò perduto, così come gran parte del convento. La chiesa,invece, costruita lontano dal resto del complesso, riuscì a salvarsi.

Nell’Ottocento, durante il Decennio Francese, i frati furono cacciati, l’Università di Filosofia e Tecnologia, costruita all’interno del complesso, fu soppressa e la parte superiore trasformata in appartamenti privati, mentre i piani sottostanti in botteghe e magazzini. Qui, nel 1861, fu aperto il Teatro Goldoni. Per quanto riguarda la chiesa e il chiostro, furono convertiti in mercato e fienile e, qualche tempo dopo, l’edificio religioso fu affidato alla Congrega della Scala Santa. Quest’ultima se ne occupò dal 1810 al 1818, anno in cui poi passò alla Congrega dei Santi Michele e Raffaele.

La zona, negli anni Trenta del Novecento, fu inserita nel progetto di risanamento urbano e, nonostante i tentativi di salvataggio, la chiesa fu demolita insieme al monastero nel 1932. Due anni dopo, a Via Tasso, fu costruita una nuova chiesa, dedicata alla Santissima Trinità e a San Tommaso d’Aquino, dove furono trasferiti il portale in piperno, i capitelli, le cornici e le zoccolature dell’antico edificio religioso.

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