Neapolitan Day: le porte più famose di Napoli | LoveNaples

Neapolitan Day: le porte più famose di Napoli

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Neapolitan Day: le porte più famose di Napoli

Fonte: NapoliTuristica

Dopo un tour virtuale, che ci ha portato alla scoperta delle fontane più belle di Napoli, adesso è arrivato il momento di conoscere le porte più famose e monumentali della città. Sono molte e sorte in epoche diverse, alcune durante il regno borbonico, altre molto prima, addirittura intorno all’anno Mille, costruite per i motivi più disparati.

Porta San Gennaro

Fonte: StorieDiNapoli

È la più antica porta napoletana ancora esistente; le prime attestazioni, infatti, risalgono al 928. Era l’unico accesso per chi proveniva dalla parte settentrionale della città e, soprattutto, l’unico modo per raggiungere proprio le catacombe di San Gennaro, da cui, appunto, deriva il nome. La porta, in realtà, veniva detta anche del tufo perché attraverso di essa entravano i grandi blocchi delle cave del vallone della Sanità.

Nel 1537 fu spostata per volere di Don Pedro de Toledo in quella che è tutt’ora la sua sede definitiva, cioè su via Foria, inglobata dalle strutture circostanti. Nel 1656, dopo la disastrosa epidemia di peste, fu aggiunto un affresco, raffigurante i santi imploranti Gennaro, Rosalia e Francesco Saverio, come ex voto. Anzi, proprio per la sua posizione e per la vicinanza a un cimitero per le vittime delle numerose epidemie, fu aggiunta la figura di San Gennaro, rivolto verso chi, sfortunato sulla Terra, sarebbe stato accolto nel Regno dei Cieli.

 

 

Porta dello Spirito Santo

Opera: Antonio Joli

Risalente all’epoca classica, prima della sua demolizione, era sicuramente la porta più antica di Napoli. La porta Reale (così fu chiamata all’inizio), dopo varie demolizioni e ricollocazioni, fu posta a termine dell’asse viario di via Toledo, aperto nel 1536 dal viceré don Pedro di Toledo, costituendo il nuovo ingresso da nord e dall’area collinare alla città. Assunse il nome di porta dello Spirito Santo successivamente all’apertura della basilica dello Spirito Santo. La sua demolizione fu sancita nel XVIII secolo, con un dispaccio reale, a causa delle precarie condizioni di stabilità e per i problemi che causava alla viabilità.

 

 

Porta Nolana

Fonte: wikipedia

Situata in piazza Nolana, inglobata tra due torri di piperno dette Torre della Fede (o Cara Fè), a sud, e Torre della Speranza, a nord, fu eretta nel XV secolo da Giuliano da Maiano. Fu chiamata così perché dalla qui partiva una via che si dirigeva verso il borgo antico della odierna Nola. Realizzata in stile rinascimentale, presenta un arco a tutto sesto in marmo e, nella facciata che si apre su Via Nolana, è presente un busto seicentesco raffigurante San Gaetano

Thiene.

 

 

 

Porta Capuana (in copertina)

Da sempre importante crocevia di diverse vie di comunicazione e punto di accesso, giungendo da est verso il centro della città, si trova a ridosso del Castel Capuano ed è stata edificata nel 1484 da re Ferrante d’Aragona. Prende il nome dall’essere orientata in direzione della città di Capua; è formata da un arco bianco in marmo riccamente ornato da bassorilievi, con ai lati due torri (che simboleggiano l’onore e la virtù).

Port’Alba

Fonte: Napolike

Ubicata sul lato sinistro dell’emiciclo di piazza Dante (anticamente detto Largo Mercatello), prende il nome da Don Antonio Álvarez de Toledo, duca d’Alba e discendente di Don Pedro de Toledo, viceré spagnolo che la fece erigere nel 1625. La porta venne realizzata in seguito all’iniziativa della popolazione di aprire un “pertuso nell’antica murazione angioina, per rendere più agevole il passaggio da una zona all’altra della città. I  lavori di rifacimento e di ampliamento, che resero la porta così come è attualmente, furono eseguiti nel 1797 e l’iscrizione che vi fu collocata, in onore di Ferdinando IV di Borbone, fu demolita durante la Repubblica Napoletana del 1799.

 

 

Porta Medina

Fonte: napolitan

L’ultima porta, in ordine cronologico di costruzione, è Porta Medina, eretta nel 1597 durante il viceregno del conte di Olivares Enrique de Guzmán. Anche questa fu costruita in seguito a un “pertuso” aperto dalla popolazione, per agevolare il passaggio di coloro che provenivano dalla zona collinare i quali, per entrare in città, dovevano giungere fino alla porta dello Spirito Santo. Cosimo Fanzago, incaricato dal viceré duca di Medina, si occupò dei lavori di regolarizzazione del “pertuso“, tanto che la porta continuò ad essere appellata dal popolo “porta Pertuso“.

 

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