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Strega Alberti: l’azienda beneventana conosciuta in tutto il mondo

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Strega Alberti: l’azienda beneventana conosciuta in tutto il mondo

Fonte: aisnapoli

di Silvia Semonella

Era il 1960 e Sylva Koscina, in uno dei primi caroselli, presentava un prodotto, che sarebbe diventato famoso in tutto il mondo, con gli spot: “Il primo sorso affascina, il secondo strega” e “un equivoco si spiega, sorseggiando un po’ di strega”.

Si trattava del liquore Strega, nato nella seconda metà dell’Ottocento nel beneventano; il nome prende proprio spunto dalle millenarie leggende sulle streghe del Sannio che, secondo la tradizione, si riunivano intorno a un noce per mettere in atto i loro riti esoterici.

 

Storia

Era il 1861, anno complicato per la nostra penisola, tra moti mazziniani e desiderio di unificazione, che sarebbe stata realizzata un anno dopo; il meridione ormai versava in una condizione di abbandono e di crisi economica. Proprio in questo scenario nacque, presso lo storico stabilimento nei pressi della stazione ferroviaria di Benevento, il liquore Strega.

Giuseppe Alberti, capostipite della famiglia e ideatore del distillato, era figlio di uno speziale e un cioccolatiere dalle idee liberali che, proprio per questo motivo, dopo essere stato rinchiuso nel carcere borbonico di Montesarchio, si trasferì da Napoli a Benevento, considerata più sicura poichè si trovava, all’epoca, sotto il controllo dello stato Pontificio.

Inizialmente, si dedicò al commercio del vino di famiglia, per poi elaborare la ricetta del liquore diventato famoso in tutto il mondo: il distillato è un concentrato di spezie (circa 70) tra cui lavanda e cardamomo, cannella e iride fiorentino, bucce di arance essiccate, genziana, ginepro, pepe della Giamaica, anice stellato, assenzio e una menta speciale che cresce spontanea nel Sannio. Il tutto, accuratamente dosato, viene distillato e non macerato, senza aggiunta di coloranti e di aromi; ciò che conferisce al liquore il suo caratteristico colore giallo è il liquore di zucchero e tintura di zafferano, aggiunto a fine distillazione.

Si contano almeno 450 imitazioni ma la vera ricetta, dopo quasi due secoli, resta ancora un segreto, anche per gli operai addetti alla produzione. Attualmente l’azienda, con i suoi prodotti di punta, ossia il liquore e le varie proposte di pasticceria, è presente in 50 paesi del mondo, tra cui Usa, Argentina, Messico, Australia e, ovviamente, nei Paesi dell’Unione Europea.

Molto omaggiato anche in ambito cinematografico, lo ritroviamo in molti film di grandi registi italiani: “La Ciociara” e “Ieri oggi e domani” di Vittorio de Sica, “Ossessione” di Luchino Visconti, “Pane e Tulipani” di Soldini, “Il Ratto delle Sabine” di Mario Bonnard con Totò, “Fantozzi in Paradiso” con Paolo Villaggio e “Kitty Foyle” di San Wood in cui troviamo la frase: “Dicono che se due persone lo bevono insieme, lo berranno sempre insieme”.

D’altro canto lo stesso Guido Alberti, nipote di Giuseppe e successivo dirigente d’azienda, è stato un importante attore italiano che ha preso parte a pellicole firmate da nomi d’eccezione come Pier Paolo Pasolini, Eduardo De Filippo, Roman Polanski e Mario Monicelli.

Il Premio Strega

Come non ricordare, infine, il famosissimo Premio Strega, uno dei più importanti award italiani in ambito letterario, istituito proprio da Guido Alberti insieme alla sua storica coppia di amici, Maria Bellonci e il marito Goffredo, che ha contribuito a lanciare tantissimi scrittori diventati pietre miliari della storia della letteratura italiana.

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