Le Maschere Atellane | LoveNaples
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Le Maschere Atellane: antenate del carnevale partenopeo

Fonte:Teresi Giovanni

di Alessia Giannino

L’Atellana era un’antica farsa romana nata intorno al V secolo a.C. tra le popolazioni osche della Campania ed ebbe origine, precisamente, nella città di Atella.

Gli spettacoli erano caratterizzati dall’utilizzo di un linguaggio popolare e, inizialmente, avevano luogo all’interno di carovane, in modo da permettere agli attori di spostarsi di città in città. Le compagnie teatrali, infatti, viaggiavano su un carro, che diventava, poi, anche il loro palco.

Gli attori recitavano seguendo un canovaccio ma, spesso, alcuni improvvisavano, rifacendosi ad altre antiche farse popolari. Le tematiche principali erano costituite da scenette basate su diversi contrasti, come il padrone avaro e il servo geloso, il contadino sciocco e il passante intelligente e così via. L’Atellana era caratterizzata da una serie di acrobazie, smorfie e inseguimenti, ma vi erano anche situazioni divertenti, piccanti e paradossali.

Le maschere

Questo genere teatrale si contraddistingueva grazie alla presenza di maschere, le quali possedevano ognuna una propria psicologia e delle specifiche caratteristiche dal punto di vista somatico. Erano realizzate, infatti, con cortecce d’albero, tela cerata e terre policrome, molto scomode da portare, in quanto alcune parti in rilievo penetravano nella carne, provocando fastidio e talvolta anche dolore. Erano, inoltre, prive di flessibilità e non permettevano alle palpebre di muoversi liberamene, per cui le ciglia sfregavano contro le fessure, provocando un pianto perpetuo.

Purtroppo, a causa della deperibilità dei materiali, non è rimasto nulla di queste maschere così particolari ma, attraverso alcune testimonianze, sappiamo che i personaggi erano quattro: Maccus, Buccus, Dossennus e Pappus.

  • Maccus, dal greco “Maccoan”, significa “fare il cretino”. Era un personaggio ghiotto e sempre innamorato. Indossava un copricapo bianco, probabilmente a causa della sua calvizie. Da alcuni è considerato il progenitore della maschera di Pulcinella o di Arlecchino.
  • Buccus, dal greco “bucca”, significa “uomo dalla bocca grossa”. Era un personaggio prepotente, che litigava ed entrava in conflitto con i contadini. Aveva una grande bocca e un profilo pingue.
  • Dossennus, dalla radice etrusca “ennus” e dal latino “dossus-dorsum”, significa “gobba”. Era il proprietario terriero saccente ed ambizioso, un po’ mago e un po’ filosofo, imbroglione e sempre affamato.
  • Pappus, dal greco “pappos”, significa “antenato”. Era il vecchio babbeo, rimbambito e vizioso.

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