La storia della Casa del Salvatore (ex collegio Massimo dei Gesuiti)

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La storia della Casa del Salvatore (ex collegio Massimo dei Gesuiti)

Fonti: napoligrafia e achillecontedilavian

di Alessia Giannino

La Casa del Salvatore è conosciuta anche come ex Collegio Massimo dei Gesuiti ed è un complesso sito tra via Palladino e via Mezzocannone, nel centro storico di Napoli.

È formato da due cortili, il Chiostro del Salvatore e il Chiostro monumentale, separati dalla chiesa del Gesù Vecchio.

La storia

A partire dalla metà del XVI secolo i padri Gesuiti acquistarono il Palazzo di Gian Tommaso Carafa, facendolo diventare sede del Collegio della Compagnia del Gesù. Nel 1557, sotto la guida di Polidoro Cafaro prima e di Giovanni De Rosis dopo, iniziarono i lavori per la costruzione delle scuole e di una nuova chiesa. Nel 1566 furono costruiti il presbiterio e la sacrestia e solo nel 1605 fu iniziato il Chiostro Monumentale, attraverso il progetto di Giuseppe Valeriano, in quanto il De Rosis fu chiamato a Roma per la costruzione del Collegio Romano. In quel periodo fu valutata anche la costruzione di un’altra chiesa, ritenendo di ubicarla sul lato sinistro del cortile, simmetricamente a quella che poi sarebbe stata l’aula magna. La nuova struttura, chiamata Chiesa del Gesù Vecchio, fu realizzata, tra il 1614 e il 1624, su progetto di Pietro Provedi, portata a termine dal padre Agazio Stoia e consacrata nel 1632.

I Gesuiti avevano previsto la creazione di un’opera di notevole entità alla quale presero parte non solo i fedeli, ma anche due nobili famiglie, quella dei Carafa di Stigliano e quella dei del Ponte. Successivamente alla costruzione ci furono dei restauri ad opera di Cosimo Fanzago e Giovan Domenico Vinaccia.

Nel 1767 i Gesuiti furono espulsi dal Regno di Napoli. Ferdinando IV di Borbone, l’anno successivo, istituì nell’ex fabbrica gesuitica le “Pubbliche Scuole”, facendole assumere il nome di Casa del Salvatore. Nel 1770 il sovrano fondò anche la prammatica “De regimine studorium”, ossia il Real Convitto del Salvatore. I lavori di adattamento si tennero, tra il 1768 e il 1769, ad opera di Ferdinando Fuga e Mario Gioffredo.

Il convitto, però, durò ben poco: infatti, nel 1799, fu soppresso e destinato, in parte, ad ospedale per le truppe russe. Nel 1807 divenne Collegio Reale e nel 1812, poi, Liceo. Nel 1860 anche quest’ultimo fu abolito e i suoi locali furono occupati dall’Università, che si insediò definitivamente nel complesso su disposizione di Giuseppe Bonaparte.

Oggi l’edificio monumentale ospita la Società nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli, l’Accademia Pontaniana, la biblioteca universitaria, il dipartimento di Diritto Romano e Storia della Scienza Romanistica e alcune aule dell’Università Federico II.

L’edificio del Salvatore ospita, invece, i laboratori del Dipartimento di Scienze della Terra, quelli del Dipartimento di Biologia Sperimentale della Federico II e i principali musei scientifici napoletani, anch’essi curati dall’ateneo federiciano: il Museo di fisica, il Museo di antropologia, il Museo di paleontologia, il Museo di mineralogia e il Museo di zoologia.

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