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Cardi e decumani di Napoli

napolituristica.it

di Silvia Semonella

Dichiarati Patrimonio dell’Unesco, sono tre delle più antiche strade di Napoli che la attraversano, passando per il cuore del centro storico, da Est a Ovest.

Sono i tre decumani napoletani, famosissime strade del centro città, vere e proprie arterie che la tagliano esattamente in due; vennero creati in epoca greca, alla fine del VI secolo a.C. e prendono il nome di decumano superiore, maggiore e inferiore.

Proprio per la loro origine precedente ai romani, il termine “decumani”, in realtà, è considerato improprio poichè deriva dal latino “decumanus“, nonostante queste arterie siano ubicate nel tempo a quando Neapolis era, appunto, una colonia greca. Con il termine latino si indicava una strada che correva in direzione Est-Ovest nelle città romane, secondo uno schema ortogonale, o a scacchiera.

Inoltre, tali vie principali vengono tagliate perpendicolarmente, da Nord a Sud, da altre strade più piccole (larghe circa tre metri) chiamate stenopoi o, più impropriamente, “cardini“, che oggi costituiscono i vicoli del centro storico cittadino. La rete stradale dunque, è caratterizzata di fatto da strade principali (plateiai) e strade secondarie (stenopoi) che, combinate tra loro, dividono lo spazio in isolati quadrangolari regolari, spesso in strigae molto allungate. Si conta che le strade secondarie di Napoli che tagliano le tre plateiai siano in numero variabile tra le diciassette e ventiquattro.

I decumani

Il decumano maggiore era ed è quello più grande e più importante: la plateia centrale corrisponde oggi a via dei Tribunali e, a sua volta, nel punto centrale di quest’arteria era disposta, durante l’epoca greca, l’agorà,  attualmente corrispondente a Piazza San Gaetano, mentre in quella romana si trovava il foro. L’agorà stessa, era divisa in due dalla via maggiore dove, nel lato Nord,  avvenivano le funzioni religiose mentre, nel lato Sud, verso la Basilica di San Lorenzo Maggiore, vi erano il mercato, l’aerarium ed altre strutture con funzioni civili.

Oggi, a parte la basilica, in questa zona (una delle più belle di Napoli) possiamo trovare l’ingresso di San Gregorio Armeno e quello di Napoli Sotterranea, due dei luoghi più visitati e caratteristici della città.

Il decumano superiore corrisponde alle odierne via della Sapienza, Pisanelli, dell’Anticaglia e degli Apostoli mentre il decumano inferiore è Spaccanapoli, che stupisce per la sua linearità.

Infatti, ammirandola dall’alto, divide la città esattamente in due parti, tra Nord e Sud. La sua conformazione è notevolmente cambiata nel tempo: in origine, cominciava dalla piazza di San Domenico Maggiore e proseguiva fino a via Duomo. In epoca romana, poi, inglobò l’attuale zona della Chiesa del Gesù Nuovo e di Santa Chiara. Durante il Cinquecento, il Viceré Don Pedro de Toledo avviò un processo di espansione territoriale verso la collina di San Martino, nella zona del Vomero, e allineò il decumano con un’arteria dei Quartieri Spagnoli, in modo da collegarli con il centro della città per favorire gli spostamenti.

Ad oggi, il cuore del decumano inferiore è rappresentato da via San Biagio dei Librai, mentre la parte finale corrisponde a via Giudecca Vecchia, una parte di Forcella, superato l’incrocio con via Duomo. In questa zona, si trovano anche alcuni dei palazzi più belli del centro storico, come il Palazzo Saluzzo di Corigliano, sede dell’Università Orientale, il Palazzo di Sangro di Casacalenda e Palazzo Venezia, con la sua meravigliosa casina pompeiana.

 

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