Il Bagno Elena, storia di un lido d'elite | LoveNaples

Il Bagno Elena, storia di un lido d’elite

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Il Bagno Elena, storia di un lido d’elite

Fonte. bagnoelena.it

di Giovanna Iengo

Nel 1800, la contessa di Berry inventò i bagni di mare in Francia, sulla Manica.

Il principe Fabrizio Colonna, allora, decise di prendere spunto e di approfittare di un lembo di mare presente nel suo regno e utilizzato, fino a quell’epoca, soltanto come approdo per i pescherecci, per creare il primo luogo di balneazione del napoletano.

La posizione

Si tratta di Via Posillipo 14, dove, da un angolo dell’insenatura tra Palazzo Donn’Anna – fatto costruire da Anna Carafa a Cosimo Fanzago due secoli prima, al posto della villa La Sirena – e la spiaggia, fu ricavato il lido.

La struttura

Tramite un meccanismo di palafitte, piattaforme in assi di legno, baracche e capanne, la sottile striscia di sabbia si fece largo nella mondanità locale, divenendo molto nota e rispondendo, nel tempo, ai nomi di Bagno Donn’Anna, A sciabica, Bagno del Borgo, Bagni Marini, fino ad ottenere il nome ufficiale, quello ancor oggi mantenuto per storia ed affetto, scelto in onore di Elena di Montenegro, moglie di Vittorio Emanuele III, amante di lunghe passeggiate nel napoletano, che terminavano proprio in questo luogo moderno e innovativo.

Attrazione per personalità di spicco

Abbracciata dai palazzi Donn’Anna e Guercia (antica torretta d’avvistamento), l’oasi nascosta e germogliata in piena città, circondata da costruzioni seicentesche e liberty, ha sempre ammaliato artisti e personalità di rilievo.
Affascinati da un luogo che pare avere del magico, come fosse preso e posto in un circondario totalmente a sè stante e arricchito da un panorama romantico e unico, hanno amato passare il loro tempo libero in quello che, tutt’oggi, è ancora un salotto bene del mare.
Si tramanda che il posto fosse già amato dall’ammiraglio Nelson, ancor prima della costruzione ufficiale del lido, quando lo utilizzava come nido d’amore per la sua lady Hamilton.
Clienti d’eccezione furono Eduardo De Filippo, Totò, Domenico Rea, ma anche individui del calibro di Oscar Wilde, Maksim Gor’kij e Richard Wagner furono bagnanti nelle acque partenopee.

Il lido nel ventunesimo secolo

Forte di una storia lunga e fortunata alle spalle, il Bagno Elena è ancor oggi una delle perle campane più apprezzate.
Il successo della struttura è dato anche dalla capacità di riuscire a tenersi al passo coi tempi, migliorando l’offerta e la composizione del lido, ormai suddiviso in aree, riuscendo, così, a fornire a bagnanti e clienti tutto il necessario per un’esperienza piacevole e rilassante, rispondendo alle esigenze delle quali necessita una clientela che va dalla giornaliera, fatta di studenti e lavoratori, all’elitaria, fatta di turismo d’eccezione e organizzazioni d’eventi, anche notturni e importanti; si ricordano, infatti, le feste per campagne d’alta moda italiana, come quella di Dolce & Gabbana, o internazionale, come quella di Calvin Klein, e per colossi di streaming mondiale, come Netflix.

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