Le processioni più famose di Napoli | LoveNaples
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Le processioni più famose di Napoli

amalfinotizie.it

di Silvia Semonella

Napoli e la Campania tutta, si sa, sono, e sono sempre state, luoghi a metà tra misticismo e fede, tra credenza popolare ai limiti dell’esoterismo e tradizione.

In questo contesto, si inseriscono le numerosissime processioni a carattere religioso, tipiche di diverse zone della regione, concentrate soprattutto nel periodo pasquale, nella fattispecie durante la Settimana Santa.

Procida

Una delle più seguite è la “Processione dei Misteri” a Procida. Le sue origini risalgono al 1627, quando la confraternita dei Turchini organizzò un corteo di flagellanti lungo le viuzze dell’isola. Lo spettacolo offerto, spesso cruento, venne successivamente sostituito dai “Misteri“, carri allegorici trasportati a braccia tutt’oggi dai giovani dell’isola.

Penisola sorrentina e Costiera Amalfitana

Spostandoci sulla terraferma, invece, la penisola sorrentina è sicuramente la zona più attiva e legata alla tradizione, sotto questo punto di vista: ci sono circa venti processioni di incappucciati, organizzate dalle varie confraternite sparse tra Castellammare e Massa Lubrense. Le più caratteristiche e seguite sono la “Bianca” e la “Nera” di Sorrento, così chiamate dal colore degli abiti indossati dai fedeli durante la parata.

Una delle più famose processioni della costiera amalfitana, invece, è quella dei battenti a Minori 

Le celebrazioni, animate dall’Arciconfraternita del SS. Sacramento e dalla dell’Arciconfraternita del SS. Rosario, sono motivo di vanto per il paese. Infatti, il canto straziante che accompagna i momenti salienti del triduo pasquale risale alla fine del 1300, tramandato oralmente da padre in figlio, ed ha la straordinaria caratteristica di essere cantato in una doppia tonalità, quella alta e quella bassa, a seconda dei momenti del lungo rito.

I battenti indossano un saio bianco con il cappuccio e, in vita, una cintura di canapa grezza, che rappresenta le flagellazioni penitenziali fatte durante l’anno, o, secondo altri, il ricordo delle flagellazioni di Cristo.

La prima parte della processione si svolge il pomeriggio del Giovedì Santo e sfila per le vie principali del borgo mentre vengono annunciati gli ultimi momenti della vita di Gesù; i Battenti intonano il canto straziante nel cosiddetto “Ton’e vascie”, il tono basso. Il Venerdì mattina all’alba, invece, continuano la loro azione penitenziale intonando i canti della passione col Ton’e coppe”, il tono di sopra. Sicuramente, il momento più emozionante e suggestivo delle celebrazioni è la processione del Cristo Morto. I Battenti la accompagnano alla luce delle fiaccole e migliaia di lumini vengo accesi in ogni angolo del paese: sulla spiaggia, sugli scogli, a mare addirittura, per accompagnare quello che è unvero e proprio corteo funebre.

Antignano

Infine, una delle processioni più antiche e folkloristiche, anche se poco conosciuta, è quella del “Mistero di Antignano”. Nata durante il regno di Carlo D’Angiò, fu abolita 50 anni fa, perchè considerata eccessivamente chiassosa, una”manifestazione da popolino”, e ripristinata nel 1993.

La mattina di Pasqua, Antignano diventa un vero e proprio teatro religioso: tutti i fedeli del quartiere Vomero si riversano nel borgo, portando in spalla quattro statue diverse, risalenti al Settecento, tutte in legno e dipinte a mano: sono il “Gesù risorto“, la “Madonna velata di nero“, la “Maddalena” e l'”apostolo Giovanni“, custodite nella chiesa di Santa Maria della Libera.

Il vero spettacolo comincia nel momento in cui le statue iniziano a “parlare” tra loro: la Madonna, infatti, invita Giovanni e la Maddalena a cercare il figlio. Al fischio dei fedeli, la prima ad allontanarsi è la Maddalena, che si incammina nel vicoletto dove è nascosto Gesù, per poi tornare indietro e allontanarsi nuovamente con l’Apostolo. Dopo il loro ritorno e vari minuti di silenzio, risuona uno squillo di tromba: è il segno che Gesù è stato trovato. A questo punto, la Madonna lascia cadere il velo e corre incontro al figlio ritrovato; è questo il momento durante il quale l’entusiasmo dei fedeli non riesce più ad essere contenuto ed esplode con fuochi, spari e coriandoli, continuando a percorrere le strade del quartiere, in giubilo.

 

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